
E’ per me un grande onore poter pubblicare un'intervista a cui tengo moltissimo! Molto gentilmente Andrea Braido me l' ha concessa e sono felice di renderla pubblica e di condividerla con tutti Voi. Che dire di Andrea? Un musicista completo, "camaleontico", che ben si addice ad ogni genere e situazione musicale. Una persona musicalmente molto preparata! Molti lo definiscono ancora il chitarrista di Vasco, ma in realtà non è solo questo, bensì un turnista apprezzato e richiesto e che vanta collaborazioni con big del panorama italiano quali Mina, Ramazzotti, Zucchero, Pausini, tanto per citarne alcuni. Personalmente, penso sia un chitarrista in grado di emozionare veramente, di catturare la melodia e l'essenza stessa di un brano, per poi esternarle con un tocco unico e personale, con uno stile "Braidesco" sviluppato nel corso di anni ed anni di attività musicale al servizio della musica. Per maggiori info, Vi rimando al suo sito ufficiale: www.andreabraido.com .
Bando alle
ciance, e godetevi l'intervista col nostro "Dott. Kranius"!! Che
dire... ... grazie Andrea!!
G.T.: Cosa ne pensi del panorama musicale odierno? Ovvero, si riesce a trovare ancora qualche spunto musicale, qualche artista da cui imparare qualcosa?
BRAIDO: Al giorno d’oggi penso che si dia troppa importanza al “look” della musica e poco all’energia in essa contenuta e quindi il suo messaggio, sicuramente ci sono ottimi input sul fronte del punk o new punk, nel new metal, nel pop trovo difficile trovare qualcosa che non riguardi solo il business!
G.T.: Non trovi poca originalità compositiva al giorno d’oggi? Intendo arrangiamenti poveri, mancanza di assoli, meno preparazione musicale…
BRAIDO:
Certamente la
creatività e l’originalità “messe” di fronte all’unico motivo di esistere ossia
vendere il prodotto, muoiono sul nascere nella spasmodica ricerca dei
discografici di clonare quella tendenza o quel cantante.
La storia insegna che le
innovazionI sono sempre state delle
piccole e grandi svolte ma sempre all’insegna della creatività e convinzione!
G.T.: Sei un chitarrista affermato non solo nel rock/jazz, ma anche nel campo della musica leggera e vanti collaborazioni con i piu’ grandi come Ramazzotti, Mina, Branduardi, Pausini, e ad altri ancora . Quali sono le credenziali e le capacità essenziali per soddisfare l’esigenze dei cantautori nel campo della musica leggera?
BRAIDO:
Molto ironicamente ti potrei rispondere la sudditanza e
l’annullamento della propria personalità….ma forse questo succede solo con
alcuni, personalmente penso di aver espresso molto di mio nei progetti di
svariati cantanti perché mi è stata data fiducia, alcune volte però la mia
personalità dava fastidio e cercavano di imbrigliarla!
Al di la di questo penso ci voglia un senso della misura ben
preciso, cosa suonare e cosa no, senso ritmico, suono pulito e in linea con
l’arrangiamento e stare nel range espressivo della canzone senza esagerare se
non richiesto(ved
G.T.:Quanto è importante un assolo in un contesto musicale? E che importanza riveste invece x Andrea Braido? Io (passionalmente) metterei assoli in tutto quello che suono…. J
BRAIDO:
Dipende da quale contesto si vede la “cosa”! Nel Jazz, nel Blues, Rock,
Acid, l’assolo è parte integrante di queste musiche, nel pop non
sempre serve.
Per me che sono un improvvisatore, l’assolo è il mio ossigeno ma in alcune tourneè mi sono divertito molto anche a fare le ritmiche….ammesso che fuori il fonico di turno abbia fatto sentire ciò di cui sopra!!
G.T.:Parlando di improvvisazione modale, ovvero usando i modi (jonico, dorico, frigio, lidio etc..), ritieni che sia fondamentale e imprescindibile per un musicista l’utilizzo degli stessi per non cadere in un’improvvisazione banale?
BRAIDO:
Bene, se non si sta suonando in modo pentatonico, qualsiasi
scala o melodia che si esegue in un solo si può definire modale perché comunque
prende spunto da una scala, appunto modale: ionica dorica ecc.
G.T.: E Braido che modo predilige nelle sue improvvisazioni?
BRAIDO:
Tutti i modi mi piacciono molto, in particolare il modo
dorico nel caso di tonalità minore, lidio e misolidio per quelle maggiori, poi mi
piacciono i modi della scala minore armonica e minore melodica dove sonorità
orientali super locrie si miscelano in modo misterioso, chiaramente usabili quasi
esclusivamente in contesti armonicamente elaborati e di natura Jazzistica o
contemporanea!
G.T.: Parliamo dei tuoi idoli… I deep purple di Blackmore sono una delle tue piu’ grandi influenze, a che punto hanno condizionato il tuo modo di suonare?
BRAIDO:
Sicuramente nel suono e
nell’aggressività con cui trattarlo! Sto parlando soprattutto di
Blackmore e in seconda linea Paice per le ritmiche di chiaro stampo Jazzistico
(vedi Buddy Rich).
G.T.: Che mi dici di Hendrix?
BRAIDO:
Posso dire tutto il bene possibile, visto che è stato
l’inizio del mio cambiamento dalla batteria alla chitarra come scelta di primo
strumento, le sue scelte in fatto di suoni e arrangiamenti la dicono lunga sulla
voglia e curiosità di esplorare “nuovi” generi solo interrotta dalla sua
precoce morte.
Trovo invece molto irritanti le speculazioni politiche fatte
sul suo conto e anche quello di altri personaggi defunti!
Questa visione forzata di un “Che Guevara” con la chitarra è
una chiara strumentalizzazione della sua grandissima essenza di musicista,
questo Hendrix è stato e continuerà ad essere x sempre!
G.T.: Sei endorser di Frudua che produce chitarre moderne e funzionali, degli ottimi strumenti! Allo stesso tempo pero’, suoni chitarre “classic” tipo Strato e Les Paul, come riesci a sentirle tutte tue senza trovare difficoltà nel passaggio da uno strumento all’altro? Hanno impostazioni, risposta, attacco, action e sound diversi. La prima monta una leva floyd rose, le altre ponti che non sopportano un uso massiccio della leva e nel caso di Gibson addirittura la leva è assente. Forse l’unica cosa che le accomuna sono i Joe Barden.. (ndr: pick up ceramici usati da Andrea)
BRAIDO:
Ho passato molto tempo
a suonare tutte le chitarre citate, perché le amo tutte con la stessa
intensità, vado a periodi, il fatto della leva è una cosa in più ma non
determinante come valore assoluto nell’espressione musicale, è un fantastico
“aggeggio”misterioso che eleva la chitarra sopra qualsiasi strumento, nessuno
strumento possiede le possibilità timbriche e armoniche della chitarra!!!
Certo passare da una Sg ad una Telecaster…è drammatico e
cerco di non farlo(dal vivo), sono chitarre da usare in periodi differenti,
parlando dell' uso che ne faccio io.
G.T.: Puoi parlarci delle soddisfazioni della tua carriera musicale e delle difficoltà che hai dovuto affrontare per ottenerle?
BRAIDO:
Le soddisfazioni non sono mancate sempre di pari passo con
grandi sacrifici, ma la vita è sacrificio e anche divertimento, capire qualcosa
di più della musica, della propria interiorità, degli altri e esprimerla richiede
grandi sacrifici, così la musica!!!!
Una delle soddisfazioni più grandi è stata quella di poter
esprimere un qualcosa di grandioso attraverso le note e il ritmo, qualcosa che
va molto oltre la parola!
Le difficoltà che ho sempre incontrato riguardano la
superficialità di molte persone, per molti sono un semplice chitarrista pop,
per
altri un metallaro convinto, per altri solo un virtuoso, per altri un fusion
player, e finalmente per chi mi ha ascoltato in modo più vario e profondo un
musicista preparato!
G.T.: Sei un musicista che ha sposato la tecnica (e approvo in pieno la tua scelta!). Cosa ne pensi dei soliti musicisti scontati che dichiarano: meglio tre note poco tecniche ma fatte con feeling, piuttosto che 1000 note ipertecniche?!?
BRAIDO:
Io ho “sposato” la filosofia di poter suonare bene tutto
quello che mi piace e per poterlo fare ci vuole anche la tecnica.
Le persone che affermano che solo chi fa poche note è un
grande musicista, hanno poca conoscenza e cultura, pensa a Parker o Coltrane, non
suonavano poche note o non sempre eppure le emozioni erano altissime, la cosa
più importante è come equilibrare il tutto e questo viene da molta esperienza e
con gli anni!
G.T.: Che rapporto hai con tecniche tipo tapping e sweep picking?
BRAIDO:
Uso il tapping per ampliare gi intervalli sulla tastiera in
modo “semplice” alla Van Halen, suonando molto Jazz uso dei piccoli sweep ma al
massimo di tre/quattro note.
G.T.: Questa domanda te la rivolgo piu’ per una mia curiosità personale… Personalmente sono molto affezionato al solo di “Vivere una favola” (il tuo solo braidesco di fronte del palco), qual è il solo che piu’ ti piace riascoltare di quella tournee e al quale sei piu’ affezionato?
BRAIDO:
Sicuramente quell’assolo è il più drammatico(in Fronte del
palco) forse sentivo particolarmente il significato “triste” di quella canzone
e mi ispirava un esplione di ribellione, in secondo metterei senz’altro liberi-liberi…..dove sono stato veramente
libero di essere me stesso al 100%!!!!!
Un saluto ad
Andrea Braido!
Gianluca
Tomasella